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sabato 21 giugno 2014

Costituzione italiana: sapete cosa ne farà Renzi?

Sono passati più di 65 anni da quel lontano 1° gennaio 1948 in cui è entrata in vigore la Costituzione della Repubblica italiana, ma ora come allora la Costituzione costituisce la base e il fondamento della nostra Repubblica, ed essendo la legge fondamentale dello Stato italiano occupa il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto. Questo significa che ovviamente deve essere rispettata e che qualsiasi legge deve conformarsi ad essa. Andiamo quindi a vedere insieme se oggi, nel 2014, la legge fondamentale del nostro Paese viene rispettata.


"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società." Quello riportato è l'articolo 4 della nostra Costituzione. Appare immediatamente evidente come oggi sia completamente disatteso. In primo luogo, è sufficiente ricordare che in Italia ci sono 3,5 milioni di disoccupati (13,6% della popolazione), 212mila in più rispetto all'anno scorso. Per la fascia d'età che va dai 15 ai 24 anni, il tasso di disoccupazione registrato nel primo trimestre del 2014 è del 46%. In secondo luogo, non possiamo non citare la famosa riforma del lavoro di Renzi. Il Decreto Poletti, che ci è stato presentato come una misura per combattere la disoccupazione, in realtà si limita a legittimare il precariato a vita ed è destinato a distruggere le prospettive di intere generazioni, costringendoci ad accettare qualsiasi lavoro, a prescindere dalle nostre capacità e dalle nostre esigenze, pur di portare a casa un qualsiasi stipendio. Al termine dei primi tre anni infatti potremo essere licenziati senza giusta causa e senza che l'imprenditore debba pagare alcuna penale (avevamo approfondito l'argomento in questo articolo).

Riportiamo, per meglio comprendere quanto ci siamo discostati dal pensiero dei nostri Costituenti, anche l'articolo 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi". Come potete leggere qui, in Italia il 12% dei lavoratori non riesce a vivere con un solo stipendio (in Europa solo la Romania e la Grecia fanno peggio con il 17-18%). Qui potete inoltre verificare come, alla fine del 2012, il 35,8% delle famiglie riteneva che le proprie entrate fossero insufficienti ad arrivare alla fine del mese, e la metà delle famiglie viveva con meno di 2000 euro al mese.

Ma proseguiamo ora nell'analisi della nostra Costituzione. Leggiamo all'articolo 11 che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Non serve dilungarsi troppo per dimostrare che oggi, mentre siamo impegnati nelle varie "missioni di pace" in Iraq e Afghanistan, in molti sembrano essersi dimenticati di questo nobile articolo.

Tra gli altri numerosissimi articoli della nostra Costituzione che oggi sono stati calpestati, vogliamo ricordare in particolare l'articolo 53, che recita: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Ognuno di noi dovrebbe pagare le tasse conformemente al proprio reddito e ai propri guadagni. Quindi, per esempio, Equitalia non sarebbe in alcun modo legittimata a pignorare la prima casa di un imprenditore che non riesce a pagare le tasse. Senza contare che hanno dovuto pagare l'IMU anche disoccupati e cassintegrati. E' incostituzionale! Ma più in generale, vogliamo parlare della pressione fiscale in Italia? Negli ultimi 10 anni è cresciuta di quasi 4 punti, toccando il 44%. Siamo sopra la media Ue di quasi 5 punti, e peggio di noi, oltre a Francia e Belgio, si attestano solamente i Paesi Scandinavi (Danimarca, Svezia, Finlandia), i quali, però, hanno tradizionalmente un sistema di assistenza sociale nettamente superiore al nostro (per approfondimenti, rimandiamo a questo articolo). Per contro in Italia, a fronte di tagli a beni e servizi essenziali, a fronte di svendite e privatizzazioni, le tasse non accennano a diminuire, anzi. 

Sembra evidente che per il governo Renzi è molto più facile parlare di modifiche alla Costituzione (le famose riforme costituzionali), piuttosto che scomodarsi a rispettarla. Da mesi ormai il dibattito, 80 euro a parte (definiti dalla Corte dei Conti un surrogato e non una vera riforma), si concentra esclusivamente su due argomenti: trasformazione del Senato in organo non elettivo e riforma della legge elettorale. Per quanto riguarda la riforma del Senato, fatta passare come un taglio alle spese dello Stato, è ormai chiaro che invece il risparmio sarebbe minimo e, proprio come per le Province, l'unica vera modifica che verrebbe apportata sarebbe rendere non elettivo un istituto fondamentale per la nostra democrazia. Questa modifica, unita all'abuso della decretazione d'urgenza che ormai tristemente contraddistingue il governo Renzi (ancora di più, incredibile ma vero, del governo Letta prima di lui) e a un disegno di legge elettorale incostituzionale, minano in maniera profonda le basi della nostra democrazia, verso un sistema di stampo autoritario. 

All'articolo 48 della Costituzione si stabilisce che "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto". La Corte Costituzionale ha già riscontrato come cause di incostituzionalità, per quanto riguarda il Porcellum, il premio di maggioranza spropositato (che attribuisce un diverso peso al voto del partito vincitore rispetto agli altri) e l'assenza di preferenze (che inficiano invece la libertà del voto). L'Italicum, così come è stato definito, presenterà entrambe queste cause di incostituzionalità. Anche Ferdinando Imposimato, un eminentissimo magistrato italiano che si è a lungo occupato di lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo, si è pronunciato nettamente contro l'Italicum e le riforme costituzionali di Renzi in generale. In questo illuminante articolo, che vi consigliamo, Imposimato sostiene che l'Italicum, oltre a violare la Costituzione, porterà alla dittatura. Cosa impedisce quindi al governo Renzi di prendere in considerazione la proposta di legge elettorale del Movimento 5 stelle, contraddistinta dal metodo proporzionale e che prevede, oltre alle preferenze, addirittura la possibilità di penalizzare i candidati sgraditi? Secondo il ministro Boschi, è particolarmente importante il percorso che maggioranza e Forza Italia hanno compiuto finora, in tema di riforme costituzionali e legge elettorale. Insomma, la profonda sintonia con Berlusconi continua. 

Come possiamo accettare che in un momento di crisi tanto tragico per il nostro Paese, le priorità sbandierate sui media siano esclusivamente il senato non elettivo e una legge elettorale incostituzionale quanto la precedente? E' questa la risposta ai nostri problemi? Ricordiamoci della nostra Costituzione, ricordiamoci che questo governo, come i precedenti, la sta calpestando, non offrendo in alcun modo soluzioni vere e radicali, ma ingannandoci con false promesse e false priorità. Prendere tempo, farci credere che la fine della crisi è vicina, non ci salverà dal disastro. L'unico modo in cui il nostro Paese potrà riottenere i diritti sociali previsti dalla nostra Costituzione è riacquistare la sovranità monetaria, economica e politica, che ci svincolerebbe finalmente da vincoli, parametri e decisioni arbitrarie che vengono prese sulle nostre teste, ricadono sulle nostre spalle e di certo non perseguono i nostri interessi. E il punto di partenza è tornare ad essere consapevoli del nostro potere, come cittadini italiani, rispettando uno dei principi fondamentali della Costituzione, l'articolo 1: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Non possiamo continuare a dimenticare le leggi della nostra Costituzione e a permettere che vengano calpestate rassegnandoci all'apatia, non possiamo tollerare che coloro che sono morti per donarcele siano morti invano.

"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione". Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955.

2 commenti:

  1. Buongiorno a tutti, riguardo all'art. 11 della costituzione, mi permetto di far notare che continua dicendo " consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie che ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; "
    Negli intenti del costituente, questa norma avrebbe dovuto consentire l'ingresso dell'Italia nell'ONU mentre invece stravolgendone il senso originario questa norma è stata usata per legittimare - senza consultazioni popolari - l'adesione dell'Italia alla Comunità e poi Unione Europea.
    Inoltre a differenza di altri Paesi, non è mai stato previsto un meccanismo "rinforzato" per la ratifica dei trattati europei che preveda un referendum o una più incisiva partecipazione popolare, per sapere se il popolo è d'accordo alla perdita di ulteriori quote di sovranità. Si pensi alla costituzione europea che è stata respinta in Francia dal referendum.
    Invece avviene che trattati inaccettabili tipo il fiscal compact (che ci obbliga a trovare 50 mld di euro all'anno per vent'anni) vengono approvati con semplici leggi ordinarie del parlamento, fatte quasi di nascosto (lo hanno votato ad agosto 2012!) e senza discussione.
    Infine l'unione europea oggi è tutto fuorché un ordinamento solidarista e che assicura la giustizia sociale... tutt'altro! Basta informarsi - autonomamente poiché i media di regime tacciono vergognosamente da mesi - sulle conseguenze, che le condizioni punitive imposte da questa europa criminale alla Grecia, hanno avuto sui cittadini. Numeri da catastrofe umanitaria. E secondo me, l'UE sta utilizzando la Grecia come "laboratorio" per vedere fin dove possono spingersi con le vessazioni prima che esplodano delle rivolte popolari.
    Cordiali saluti.
    Giuseppe

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    1. Condividiamo in pieno Giuseppe, grazie per il tuo contributo.

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