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sabato 25 gennaio 2014

Proporzionale: il metodo giusto in un sistema giusto

E' più importante la govenabilità o la democrazia? L'interesse dei mercati o quello dei cittadini? Di cos'è che ha bisogno questo Paese?

Siamo abituati a considerare normale un sistema in cui ogni parlamentare che siede in aula non vota secondo coscienza, ma risponde solo a ordini dall'alto e strategie di partito. Ognuno gioca per una squadra diversa, ognuna con interessi diversi, come se fosse normale. 

Ci siamo dimenticati che tutti quei parlamentari dovrebbe rappresentare e tutelare gli interessi dell'intera collettività? 

L'unico modo per prendere delle decisioni non può essere quello di gonfiare i numeri di uno di questi partiti tramite un artificioso premio di maggioranza. Essere costretti a fare questo per assicurare la governabilità, equivale ad ammettere che gli interessi singolarmente perseguiti dai partiti non coincidono in alcun modo con quelli avvertiti dalla collettività. Il maggioritario è il metodo giusto solo in un sistema sbagliato.

Se in un sistema giusto venisse proposto di acquistare caccia F-35, di regalare 7,5 miliardi di euro alle banche, di concedere maxi condoni alle società del gioco d'azzardo o di ratificare il Fiscal Compact, ogni parlamentare voterebbe NO. 

Chiunque sieda in Parlamento dovrebbe rispondere solo alla propria coscienza, che gli impone di essere un semplice portavoce della collettività che rappresenta. Le proposte andrebbero valutate una per una, adottando di volta in volta quelle rispondenti al bene comune. Con questi presupposti sarebbe naturale trovare accordi che riflettano la volontà e le esigenze dei cittadini.

Come al solito, è necessario andare alla radice dei problemi. Se il sistema è malato, non dobbiamo accettarlo con rassegnazione e adattare la legge elettorale di conseguenza. Dobbiamo cambiare il sistema, partendo da noi stessi, abbattendo le finte divisioni e quei dualismi che ci stanno trascinando in una spirale di malessere e ingiustizia senza fine.

Abbiamo bisogno di tornare ad un sistema onesto, integro e che non necessiti di inciuci e compromessi. Il proporzionale è l'unico metodo giusto in un sistema giusto.

3 commenti:

  1. non sono d'accordo, per come è strutturato il proporzionale sarebbe sconveniente applicarlo alla realtà italiana, in quanto attraversata da diverse e profonde fratture. Nessuna forza politica con il sistema proporzionale riuscirebbe ad ottenere una maggioranza solida e si troverebbe ad essere costretta a ricorrere a compromessi per formare una coalizione ( quello che si definisce inciucio).. se si vogliono evitare compromessi in una realtà come quella italiana bisognerebbe cercare una soluzione di tipo presidenziale o semi presidenziale, o un proporzionale con premio di maggioranza, altrimenti si rimane invischiati nel vortice dell'ingovernabilità..

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    1. Infatti quello che diciamo in questo articolo è che in un sistema deviato come quello italiano attuale, un sistema maggioritario è l'unico che può metterci una toppa. Però questo non vuol dire che sia il massimo a cui possiamo aspirare, perchè invece di continuare a mettere toppe dovremmo andare alla radice dei problemi. Cambiare mentalità, svegliarci, e renderci conto che gli interessi della maggioranza dei cittadini non sono poi così distanti tra loro, per lo meno sui temi fondamentali. A quel punto un sistema proporzionale sarebbe più che desiderabile.

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  2. Il discorso sul proporzionale è relativo, è uno dei modi possibile per trasformare il conteggio dei voti in proporzioni nel parlamento, giustamente il vostro discorso è più a monte: il proporzionale è il sistema migliore in un sistema funzionante. Il problema è che pochi paesi usano un sistema proporzionale puro, dato che è quasi impossibile trovare nazioni che abbiano vissuto poche fratture (o fratture "ricomposte) all'interno della società. La frammentazione politica è data da una serie di fattori ( storiche, sociali) date da diversi interessi portate avanti dai vari settori della popolazione. In Italia le fratture sono state tante e ha vissuto avvenimenti storici molto significativi che ancora adesso hanno ripercussioni (vedi il fascismo). Inoltre portando il discorso in maniera più terra terra: vedo molto difficile che tutti i settori convergano verso gli stessi interessi, i grandi imprenditori hanno interessi diversi rispetto ai dipendenti o agli artigiani, cosi come è difficile mettere d'accordo anche solo il vasto mondo dei liberi professionisti

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