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lunedì 19 maggio 2014

ELEZIONI EUROPEE: chi è il vero cambiamento?

Le elezioni europee sono ormai alle porte, così abbiamo deciso di provare a raccontarvi quale ragionamento abbiamo seguito noi nella nostra personale scelta di voto. Qui non vogliamo condizionare nessuno, la campagna elettorale la lasciamo ai politici. Noi vorremmo semplicemente provare a dare un punto di vista diverso sulla consistenza di queste elezioni europee e magari fornire qualche spunto di riflessione a chi legge, nella speranza che possa rivelarsi utile.


Il punto di partenza del nostro ragionamento sta nella domanda: quali sono i problemi prioritari riguardanti l'Europa? A questo proposito la nostra posizione sull'euro e l'austerità dovrebbe ormai essere piuttosto chiara. Come abbiamo visto in questo articolo infatti è ormai fuori discussione che l'austerity europea non faccia altro che danneggiare la nostra economia, senza darci alcun beneficio. E' evidente quindi che, se per ridurre il debito pubblico lo Stato è costretto ad alzare sempre di più le tasse e a ridurre drasticamente la spesa pubblica, allora l'unico risultato che si otterrà sarà quello di far crollare il potere d'acquisto dei cittadini e quindi la domanda interna del Paese. Da qui la chiusura di migliaia di aziende, a loro volta martoriate dalle tasse, e i tassi di disoccupazione a due cifre degli ultimi anni. D'altro canto però è l'euro lo strumento per mezzo del quale effettivamente l'UE può imporci di attuare queste politiche di austerity e, come se non bastasse, è sempre l'euro il diretto responsabile di un ulteriore fattore di crisi per il nostro tessuto produttivo. Essendo una moneta estera infatti l'euro, come abbiamo spiegato in questo articolo, è una moneta troppo forte per la nostra economia e rende i nostri prodotti molto meno competitivi rispetto a quelli esteri, in primis quelli tedeschi. Ecco quindi che crollano le esportazioni, nonchè il consumo di prodotti nazionali a vantaggio delle importazioni, e di conseguenza ecco ancora la chiusura di migliaia di aziende con la perdita di numerosissimi posti di lavoro.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che l'austerità e l'euro sono i veri problemi da affrontare parlando di Europa. Già questa prima considerazione può quindi permetterci di escludere il PD di Matteo Renzi dalle nostre alternative di voto. Da un lato, infatti, il PD, nonostante provi a far finta di criticare l'austerità, ha ribadito più volte la propria volontà di rispettare tutte le regole e i vincoli comunitari, dal 3% di rapporto deficit/PIL al Fiscal Compact (un giochino che nel giro di 20 anni ci ridurrà così) passando per il pareggio di bilancio. Dall'altro lato poi, il PD ha sempre dichiarato fermamente la propria posizione pro-euro e d'altronde non potrebbe essere altrimenti, dato che sono stati loro, con il governo Prodi, a condurci in questo inferno spacciandocelo per l'inizio di una nuova era di pace e prosperità per i popoli europei (ricordate il famoso "lavoreremo un giorno in meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in più"?). Ammettere il fallimento dell'euro, quindi, per quelli del PD sarebbe un autogol mostruoso, e proprio per questo non lo faranno mai.

Seguendo lo stesso ragionamento possiamo escludere anche Forza Italia e Nuovo Centrodestra, che proprio insieme al PD hanno votato "sì" all'introduzione del Mes, del Fiscal Compact e del pareggio di bilancio. Forza Italia e NCD inoltre sono membri del Partito Popolare Europeo (PPE), che è il partito attualmente maggiormente rappresentato in ciascuna delle istituzioni dell'Unione Europea e, considerando che anche il partito di Angela Merkel è membro di questo gruppo, è facile dedurre come proprio il PPE non abbia opposto alcuna resistenza, ma anzi abbia addirittura sostenuto le distruttive politiche di austerity degli ultimi anni. Inutile dire, quindi, che al contrario di quanto prova a farci credere Berlusconi nelle sue ultime dichiarazioni, si tratta anche in questo caso di forze politiche evidentemente pro-euro e pro-austerity.

Una volta eliminati PD, Forza Italia e NCD dal nostro panorama elettorale, restano quindi da valutare il Movimento 5 Stelle, Un'altra Europa con Tsipras, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Tra questi, però, Un'altra Europa con Tsipras nel proprio programma elettorale si dichiara apertamente contrario all'uscita dall'euro e quindi possiamo tranquillamente scartarlo. Ma tale esclusione si basa anche su altre ragioni, sulle quali torneremo più tardi.

Per giungere finalmente al verdetto conclusivo allora non resta che chiedersi: "Come si fa ad uscire dall'euro e dall'austerità europea?". Questo è un punto fondamentale ai fini del voto, perchè il fatto che una forza politica denunci correttamente i veri problemi non comporta necessariamente il fatto che poi questi problemi li risolva. A nostro avviso quindi i requisiti fondamentali che deve possedere una forza politica che voglia tirarci fuori da questa trappola eurocratica sono la credibilità e un adeguato potere contrattuale nei confronti delle istituzioni europee.

Per quanto riguarda il primo fattore, la credibilità, intendiamo ovviamente coerenza e integrità. Appare subito evidente quindi come da questo punto di vista il M5S abbia decisamente una marcia in più, avendo sempre dimostrato di tener fede alle proprie promesse e al proprio programma e non facendosi mai coinvolgere in alcun tipo di scandalo, al contrario di Lega e Fratelli d'Italia che invece sono stati coinvolti in scandali come questo e questo e più volte hanno dato prova di scarsa coerenza. Si tenga presente, ad esempio, che sia la Lega che molti esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui la stessa Giorgia Meloni che all'epoca era deputata per il PDL, votarono "sì" all'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione.

In quanto al secondo fattore poi, il potere contrattuale, ci sembra quello più rilevante e decisivo. Oltre a valutare la bontà dei programmi e delle intenzioni infatti è fondamentale cercare di capire come poi le varie forze politiche possano tenervi fede. A nostro avviso, a tal fine non è sufficiente inviare una manciata di eurodeputati a Bruxelles, e questo innanzi tutto perchè il Parlamento europeo, proprio in virtù dell'assetto istituzionale assunto dall'UE, conta quasi zero ai fini delle decisioni finali. Pensate che non è neppure in grado di legiferare autonomamente! Il Parlamento Europeo quindi semplicemente non è in condizione di farsi protagonista di alcun tipo di cambiamento, neppure se lo volesse. A tal proposito vi consigliamo di guardare attentamente il video qui sotto, tratto dalla puntata del 14 maggio della Gabbia e in cui Paolo Barnard, a partire dal minuto 4:30, spiega chiaramente proprio l'inutilità del Parlamento Europeo:


Per questo motivo la strategia della Lega e di Fratelli d'Italia, e lo stesso discorso vale anche per Un'altra Europa con Tsipras, di mandare europarlamentari euroscettici a Bruxelles non ci sembra in grado di portare ad alcun risultato concreto. Questo nonostante la stima che proviamo nei confronti di alcuni di loro, specie per il professor Borghi, che da anni cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi europei e soprattutto sulla moneta unica. Molto più incisiva ci sembra invece la linea scelta dal M5S. Grillo infatti ha dichiarato più volte che se il Movimento vincesse le europee, allora si aprirebbe necessariamente una crisi di governo che condurrebbe a nuove elezioni politiche. E' questa l'unica strada per uscire seriamente dai vincoli europei e dalla moneta unica: avere un governo nazionale che vanti un ampio consenso democratico e che sia disposto a tutto pur di tener fede alle promesse fatte ai propri elettori. Solo un governo nazionale forte infatti può davvero ricattare i massimi vertici europei per ottenere l'abolizione del Fiscal Compact, del pareggio di bilancio e un nuovo assetto monetario comunitario come potrebbe essere ad esempio quello del ritorno alle valute nazionali o quello dell'euro a due velocità, minacciando un'uscita unilaterale dalla moneta unica e magari anche dall'UE in caso contrario. Ogni altra via, che voglia cambiare l'Europa facendo la voce grossa alle sedute del Parlamento Europeo, nonostante gli slogan a volte anche condivisibili, rischia di trasformarsi in una mera illusione non sorretta da nessun concreto e realizzabile disegno politico.

Come Italia dobbiamo ricordarci di essere il terzo finanziatore dell'Unione Europea. Dobbiamo renderci conto che la stessa sopravvivenza dell'euro è subordinata alla nostra accettazione della moneta unica e che quindi avremmo un grandissimo potere contrattuale da esercitare nei confronti dell'Europa. Purtroppo però tale potere continuerà a restare inutilizzato finchè al governo avremo un partito fortemente europeista come il PD di Matteo Renzi, non c'è europarlamentare leghista che tenga. Finchè l'ultima parola su ogni decisione davvero importante spetterà al PD, in Europa non faremo paura proprio a nessuno e non saremo in grado di ottenere alcunchè. Ecco perchè alla fine abbiamo deciso di votare Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni europee: perchè ci sembra l'unica forza politica che porta avanti, con coerenza e integrità, idee fortemente euroscettiche e di rinnovamento e, allo stesso tempo, ci sembra l'unica in grado di concretizzarle andando al governo di questo Paese e dando un vero e proprio ultimatum alle istituzioni europee.

Non deve infine suscitare grandi preoccupazioni la decisione del Movimento 5 Stelle di indire un referendum consultivo sull'uscita dall'euro, e non, come alcuni invece vorrebbero, di schierarsi direttamente a favore del ritorno alla valuta nazionale. Più volte infatti in questo blog abbiamo parlato della necessità di un vero cambiamento culturale, che si accompagni all'uscita dall'euro e che permetta ai cittadini di riappropriarsi direttamente della propria sovranità politica, economica e monetaria assumendosene la responsabilità. In breve, secondo noi è necessario che ognuno si attivi e si informi autonomamente sulla "cosa pubblica" e che sia in grado di formarsi una propria opinione critica sui temi più importanti, altrimenti tornare alla sovranità nazionale non servirebbe a niente dato che si risolverebbe in un mero passaggio di mano dalle istituzioni comunitarie a quella stessa classe politica che, svendendoci al miglior offerente, ci ha trascinati nell'attuale catastrofe economica e sociale. Insomma, la sovranità, per quanto fondamentale, è solo uno strumento, ed è perfettamente inutile se il popolo non la esercita attivamente, diventando rappresentante di se stesso.

Come detto all'inizio, comunque, questa è solo la nostra personale lettura dell'attuale scenario politico italiano in vista delle europee, quindi non pretendiamo di convincere nessuno, al massimo di stimolare una riflessione e magari un dibattito aperto. Proprio a questo proposito infatti speriamo di leggere vostri commenti in cui ci dite se siete d'accordo con la nostra lettura o, se siete in disaccordo, ci piacerebbe sapere come la pensate. Buon voto a tutti!

8 commenti:

  1. condivido quello che dite sul problema euro ed austerità europea. Giusto il commento su PD e Pdl ma la politica dovrebbe essere un mestiere serio, difficile e svolto con buon senso ed onestà e francamente il M5S non mi sembra all'altezza. Grillo è meglio si dia al cabaret

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  2. Condivido in pieno: si può votare solo M5S, la sola forza politica onesta, seria e coerente di questo paese.

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  3. Troppo comodo citare Barnard quando afferma l'inutilità del Parlamento UE, e tacere di quello che dice a riguardo dei casaleggini sulla loro doppiezza riguardo proprio all'UE e alla moneta unica. La setta della Casaleggio Associati, tra tutte le forze politiche citate, è la meno affidabile e credibile. A mio modesto avviso, è la più temibile. e tanto per darvi un riferimento recente ecco uno stralcio del Gianroberto pensiero che ci spiega che l'€uro non è un problema, e soprattutto ci spiega come strangolare definitivamente l'Italia con un mostruoso taglio alla Spesa Pubblica: "L’euro e l’Europa non devono essere un alibi. Noi abbiamo oggi 800 miliardi di spesa. Di questi, 100 sono tasse sul debito. Degli altri 700, possiamo tagliarne 200. Io discuterò con l’Europa sulla gestione, ma non per questo sono esonerato dal fare pulizia a casa mia."
    (Gianroberto Casaleggio - 20 aprile 2014, intervista a "Il Fatto Quotidiano")

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    1. Credi che non faranno il referendum che hanno promesso di indire, oppure che Casaleggio è in grado di manipolarne il risultato? Scusa, ma ci sembrano entrambe piuttosto improbabili. L'intervista di Casaleggio l'avevamo già letta, ovviamente non condividiamo ma è solo la sua opinione. Noi temiamo più chi dice "tranquilli, ci pensiamo noi, votateci e sistemiamo tutto noi" rispetto a chi vuole inserire strumenti di democrazia diretta in Costituzione e far decidere il popolo su temi così importanti. Queste sono conquiste fondamentali per noi cittadini, e rimarranno anche dopo Casaleggio e Grillo...

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    2. Temo entrambe le cose che ipotizzi. Non dubito della tua buona fede come di quella di moltissimi attivisti e deputati del M5S. Però le tue parole mi lasciano interdetto, quando sostieni che le opinioni di Casaleggio sono solo le sue. Peccato che per ossequiare le scelte del "guru", anche il mascherone-megafono vociante ha dovuto rinunziare a parlare di inceneritori, di no €uro ecc. Peccato che per essere stati in disaccordo, con i diktat della Casaleggio Associati, un nutrito plotone di "cittadini" e attivisti, è stato epurato. Ma evidentemente queste sono quisquilie e pinzillacchere per i pentastellati. Io invece ne faccio una questione dirimente.

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    3. Di inceneritori ci sembra che Grillo continui a parlare piuttosto spesso in realtà (vedi caso Pizzarotti) e per quanto riguarda il no euro hanno inserito il referendum perfino nel programma delle europee. Certo, nessuno qui è in grado di prevedere il futuro e quindi non possiamo sapere se rispetteranno quanto promesso oppure no, ma a nostro avviso sono gli unici a meritare una possibilità. Sulle "epurazioni" non ci siamo fatti un'idea chiara, anche perchè si sentono molte versioni contrastanti. Comunque la maggior parte ci sembrano condivisibili, dato che quegli attivisti volevano modificare regole fondamentali come quella sul limite di 2 legislature. Per il resto è lo stesso Grillo ad affermare che l'unico scopo del Movimento è quello di far entrare i cittadini nelle istituzioni e di dare il via ad un cambiamento culturale dell'intero Paese, dopodichè lo stesso Movimento non avrà più ragione di esistere. Secondo noi riuscire in questa scommessa è l'unica possibilità di salvezza per tutti noi, non si può più dare deleghe in bianco ai soliti politicanti. Per noi il gioco vale assolutamente la candela, la tua alternativa qual è?

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  4. Be', in ogni caso domenica sapremo se gli italiani si faranno prendere per i fondelli per altri 4 anni (purtroppo è uno scenario molto verosimile) dal mercenario di turno o si decideranno a cambiare davvero...

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  5. Fabrizio Strazzera23 maggio 2014 01:35

    Analisi estremamente lucida, consapevole ed obiettiva. Mi ci rispecchio al 100%. Da leggere per riflettere, specie per gli indecisi. Bravi

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