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lunedì 7 luglio 2014

L'ennesima presa in giro del PD

Sarebbe dovuto avvenire oggi alle 15:00 l'incontro sulla legge elettorale tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Ovviamente usiamo il condizionale perchè all'ultimo momento il PD ha deciso di annullare il confronto in questione, ma facciamo un piccolo excursus.

Come ricorderete, dopo il precedente incontro dello scorso 25 giugno, Renzi aveva individuato 10 punti di criticità nella proposta del M5S e li aveva formalizzati in questo documento. Certo, c'è da dire che alcuni di questi punti sono, diciamo così, strampalati. Uno su tutti il punto 4, che recita: "Siete disponibili a far verificare preventivamente la legge elettorale dalla Corte Costituzionale, così da evitare lo stucchevole dibattito 'è incostituzionale, è costituzionale'? Noi sì." C'è ancora bisogno di ricordare che i dubbi di incostituzionalità sono ricaduti proprio sull'Italicum fin dalla sua presentazione, per l'assenza di preferenze e per il premio di maggioranza spropositato? Si tratta di una vera e propria presa in giro, spudorata nella sua sfacciataggine. Ma districandoci tra gli altri punti, alcuni del tutto estranei al tema della legge elettorale (per esempio: "Siete disponibili ad abolire il CNEL? Noi sì."), l'unica cosa che si evince chiaramente dal documento è che il tema di gran lunga più caro al PD è certamente quello della governabilità.

Dal canto suo, il Movimento 5 stelle aveva dimostrato massima apertura alla discussione, arrivando a modificare sostanzialmente la propria proposta, votata in rete da oltre 100mila cittadini, per andare incontro ai famosi 10 punti di criticità riscontrati da Renzi. Nella loro nuova proposta modificata i 5 stelle hanno previsto sia premio di maggioranza che doppio turno, per garantire al partito vincitore la governabilità. In questo modo si risolverebbe quindi la problematica delle alleanze postume al voto, che sarebbero invece necessarie con un sistema proporzionale, quando il primo partito non riesca a raggiungere da solo il 51% dei voti. 

Una novità molto interessante poi, che tra l'altro avevamo fortemente auspicato in questo articolo, è il divieto di formare coalizioni. Nella nuova proposta 5 stelle infatti viene prevista esclusivamente la possibilità di formare liste civiche. Queste, a differenza delle coalizioni, hanno la caratteristica di essere autonome dai partiti tradizionali e devono essere caratterizzate da un programma comune. Non sarebbe più consentita la formazione di alleanze strategiche solo ed esclusivamente a fini elettorali, senza un programma condiviso nè obiettivi comuni. Con l'Italicum, invece, un partito in coalizione potrebbe di fatto ottenere il 53% dei seggi anche con il 19% dei voti, e grazie ad una soglia di sbarramento all'8%, potrebbe vedersi assegnata addirittura la totalità dei seggi, senza quindi doverli condividere con i piccoli partiti della sua coalizione che non hanno raggiunto la soglia, pur avendo di fatto "donato" molti voti alla coalizione.

La nuova proposta di legge dei 5 stelle prevede inoltre che il primo turno sia senza soglia di sbarramento, per permettere a tutti gli elettori di essere rappresentati in Parlamento, a prescindere dalle percentuali finali ottenute dal partito votato.

A nostro parere questa proposta è valida, anche se per venire incontro a Renzi sono state accantonate le preferenze negative, che erano state definite dal premier "troppo complicate". E' stato però introdotto l'esplicito divieto di candidatura dei condannati. I cosiddetti impresentabili (i Genovese di turno, per intenderci), con questa legge sarebbero finalmente fuori dalle istituzioni. Sarà questo a fare così paura a Matteo Renzi e al suo sempre più caro amico Silvio? E le preferenze, su cui il PD si ostina a rimandare la discussione, perchè non gradite all'alleato in profonda sintonia, sono forse un problema? Pensiamo che a qualsiasi persona dotata di buon senso e spirito critico, sia venuto ben più di un dubbio riguardo ai motivi dell'ostinazione del PD a voler proseguire il percorso di riforma della legge elettorale con Forza Italia. Tra l'altro, nemmeno la tempistica è più una scusa, visto che i 5 stelle si sono detti disposti e determinati a concludere la legge elettorale al massimo in 100 giorni, se il PD vorrà. L'Italicum invece, dopo l'iniziale spavalderia renziana (indimenticabile il perentorio "febbraio: legge elettorale"), ora sembra avere davanti a sè addirittura 1000 giorni circa, a detta dello stesso Renzi (salvo ulteriori proroghe).

Non serve quindi discutere oltre. Ci aspettiamo però che il PD per lo meno smetta di arrampicarsi sugli specchi e dica chiaro e tondo le sue motivazioni. Non è accettabile cancellare un incontro, che doveva essere fatto per il bene dei cittadini, con la scusa che, riportando le parole di Speranza: "Il Pd considera questo confronto molto serio ed importante per il dibattito democratico nel nostro Paese e per dare più forma al percorso delle riforme. Proprio per questo riteniamo imprescindibile che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito democratico". Tralasciando il fatto che, come al solito, il PD si pone in modo molto presuntuoso, dando per scontato che sia normale richiedere un puntuale adeguamento della controparte sui propri temi (peraltro avvenuto), ma senza concedere nemmeno la possibilità di dibattito sui punti cari alla controparte stessa (oltre che, in questo caso, alla democrazia, vedi preferenze), aspettiamo tutti con ansia un resoconto scritto dei passi avanti con Berlusconi sull'Italicum. Possibilmente, visto che Renzi fin dall'inizio ha dichiarato di aver dovuto rinunciare alle preferenze per andare incontro all'alleato, sarebbe auspicabile vedere un elenco di punti con lo stesso grado di saccenza e presunzione anche rivolto a Forza Italia, per capire in che modo questi due partiti si stiano mettendo d'accordo e su cosa si basa il loro patto. Per non parlare dello streaming, chiesto a gran voce dallo stesso Renzi per l'incontro con i 5 stelle. Dove è possibile reperire un video dell'incontro con Berlusconi, Verdini e compagnia bella?

Sinceramente, crediamo che ci sarebbero ben altri problemi su cui discutere, e perdere ulteriore tempo sulla legge elettorale dimostra esclusivamente che i veri problemi il governo non li vuole risolvere. Finchè la maggioranza di noi cittadini non sarà in grado di ragionare autonomamente, finchè non sentiremo tutti l'esigenza, la necessità, di capire come stanno le cose, di indagare, di informarci, potranno continuare a distrarci, a perdere anni per approvare una legge elettorale decente, mentre il Paese se ne va a rotoli. E invece che lottare per fermare questo scempio, invece che pretendere a gran voce che vengano affrontati e risolti i veri problemi che ci attanagliano, per molti di noi, troppi, è più interessante sapere di che colore è l'ultimo vestito della Boschi.

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